"Il Pozzo d' Amor", il primo album di Bruno Bavota

di Giulio Di Salvo





Lo abbiamo già conosciuto nelle vesti di pianista e chitarrista del progetto Adailysong ma il ventisettenne napoletano Bruno Bavota, ha da poco pubblicato il suo primo album solista, “Il pozzo d’amor”, dodici emozionanti brani di musica contemporanea carichi di passione “dall’anima decadente forse, ma privi di lagnosi rantoli o facili bronci”. Composizioni intime, intense, malinconiche, in cui il compito di dar voce ai suoi pensieri più nascosti è affidato però al pianoforte, e non al suo strumento originario, la chitarra. Abbiamo voluto conoscere meglio questo interessantissimo artista.

Come sei passato dalla chitarra al piano? Hai studiato al conservatorio?
“Assolutamente no! Il mio strumento in fondo resta sempre la chitarra. Suono il piano solo da un anno e mezzo. Avevo semplicemente delle cose da dire…e l'ho fatto attraverso il piano!

Noi chitarristi siamo “fissati” nel voler suonare gli altri strumenti…perchè la chitarra non ci “basta” mai? E’ una cosa positiva, ma da cosa deriva secondo te?
Io la chitarra la adoro e ti dirò che ho sonorità più particolari sulla chitarra rispetto al piano! Forse è l'indole di voler suonare qualsiasi cosa emetta un suono…o comunque qualcosa con cui comporre.

La tua partner musicale è Fabrizia Nicolosi, presente in 3 brani dei 12 presenti nell’album, ma che ti accompagna attualmente anche nelle esibizioni dal vivo e nelle nuove composizioni...
Si, è una bravissima violoncellista, figlia di pianisti, il padre in particolare, Francesco Nicolosi , è considerato tra i migliori pianisti di musica classica in Italia!

…e il “maestro” cosa pensa di te come pianista?
Ahahah considera che lui odia i vari Einaudi e Allevi, c'è sempre scontro tra “classica” e “contemporanea” pianisticamente parlando. E dal punto di vista tecnico credo proprio che abbia ragione! Ma dato che lascia che Fabrizia suoni con me, direi che va più che bene!!! J

Ricordo a proposito Uto Ughi e il modo in cui si scagliò contro Giovanni Allevi…..
Mamma mia! Esatto. Forse si rimprovera appunto il diverso grado tecnico….Comunque guarda, io quello che posso dirti è che il mio album viene dal cuore e da sentimenti forti e veri, forse anche per questo motivo arriva anche un po’ più facilmente alla gente. E devo dirti anche un’altra cosa: per me la qualità delle registrazioni è fondamentale e nello studio in cui ho registrato ho suonato un bellissimo pianoforte a coda, e ti assicuro che è una cosa da cui non si può prescindere!

Cosa pensi del fatto che Allevi sia stato definito il Mozart del 2000?
Giulio, sai qual è il problema? Che lui non ha nessuna colpa, perché non è lui che si è definito tale, sono stati altri ad averlo detto! Nel mio piccolo anche a me delle volte chiamano “maestro Bavota”, spesso a presentazioni e concerti, e ogni volta devo spiegare che non sono “maestro”, devo  sempre precisare! E’ che c'è molta confusione. Credo comunque che Allevi sia un ottimo musicista. Poi ci sono anche discorsi di marketing dietro…

…e a te piace la musica classica?
Si, non tutta però.

Quanto c'è di "classico" nel vostro progetto?
Onestamente credo molto poco, forse giusto qualche terzina, posso dire che la nostra musica è molto “contemporanea”, un po’ alla Yann Tiersen, quindi quasi nulla di classico!

…stavo per citarti proprio lui, è tra le tue influenze?
Si, Einaudi, Tiersen e i Balmorhea sono tra le mie maggiori influenze.

Parliamo un po’ del tuo album d’esordio?
 Si intitola “Il pozzo d’amor”, in cui il pozzo è un luogo dove contenere l'amore e non farlo disperdere…tutto l’album è un piccolo viaggio nell'Amore; nelle composizioni c'è molta sofferenza che però alla fine viene sovrastata dalla speranza e dalla forza dell'amore, un tema che muove tutto il disco. Amore e sofferenza sono infatti percepiti solitamente come sentimenti lontani tra loro ma hanno in comune lo stesso figlio, ossia le stelle. Tutte le difficoltà amorose della nostra generazione non sono altro che piccoli passi verso le stelle: si ama, capita che si soffre, ma la sofferenza non fa altro che far fiorire l'animo e spingerlo sempre verso un qualcosa in cui si crede fermamente. E’ la forza dell'amore che ci spinge, una continua corsa verso le stelle!
In fondo l’album è anche una sorta di ringraziamento alla sofferenza per amore che mi ha permesso di avere tante cose da dire altrimenti non avrei avuto di che parlare attraverso la musica…..

Qual è il brano che più ti contraddistingue?
Il brano che forse mi contraddistingue maggiormente è “L'abbraccio” (ispirato all’omonimo quadro di Egon Schiele): è quello più “mio” dal punto di vista stilistico. L'ultima traccia, "Tempesta", è un’altra di quelle che sento particolarmente…Ma in realtà ogni traccia rappresenta uno stato d’animo!

Come componi? Ti lasci andare al flusso delle emozioni o ci ragioni un po’ su?
Sento le mie voci interiori, a volte mi capita di piangere o comunque di emozionarmi. Non ci ragiono. A tal proposito ti svelo anche una curiosità: il brano “La luce nel cuore”, il secondo dell’album, l’ho scritto il giorno in cui sono andato a registrare in studio. Proprio prima di iniziare le registrazioni stavo provando il pianoforte e mi venne di improvvisare quel brano che  poi ho deciso di includere nell’album, e la traccia è proprio quella della prova, perchè non sapevo di essere registrato! La stavo provando e nonostante questo uscì la migliore versione che poi ho deciso di lasciare nell’album. Insomma, come disse Nietsche, “occorre avere il caos in sè per creare una stella che danzi"….

Spesso le cose migliori nascono proprio così! Quanto partecipa Fabrizia alla composizione?
Molto, le genialate al violoncello sono tutta farina del suo sacco, ha carta bianca per quel che concerne il violoncello. Naturalmente nelle parti di piano il suo contributo è minimo, tranne in un brano che però non è presente nel disco. Devo proprio dire che quello che fa dà ai brani proprio ciò che manca!

E il suo è un approccio più “classico” del tuo? Credi che sia contaminata dalle influenze paterne?
Non più di tanto, credo che le sue influenze siano molto dettate dal suo animo che è molto malinconico.

Stai preparando già il prossimo lavoro? Hai nuovo materiale?
Si, il prossimo lavoro credo che si intitolerà  “Afferriamo le Stelle”…è online la title track, chitarra e pianoforte; però spero di poter includere Fabrizia in tutte le tracce del prossimo album.

Qual è il vantaggio di suonare da soli? Penso che sia molto liberatorio esprimere tutto da soli...non trovi?
Sono d’accordo con te, più che altro sei sicuro di poter portare avanti le tue "parole" o comunque di tenere concerti senza aspettare che tutti gli altri membri siano disponibili…..

Che rapporto hai col web? Credi sia un mezzo eccezionale per farsi conoscere e diffondere la propria musica? Qualunque sia il genere?
Il web è FENOMENALE, se lo si usa bene e si sa dove mettere mano è una risorsa fondamentale! Tutti pensano alla difficoltà di mettere le proprie produzioni su iTunes, per esempio molti non  conoscono Zimbalam che si occupa, con una spesa minima (39 €...), della distribuzione del tuo lavoro sui principali store digitali di musica come Amazon, iTunes, Napster, Songrila, Emusic, etc…

Mi interessa molto sapere il tuo rapporto con le "immagini"...perchè io credo che la tua musica sia perfetta per accompagnare arti visive, ma tutta la musica in genere riesce a potenziare il valore evocativo delle immagini....
Spesso mi occupo di reading, non ho ancora sperimentato sulle immagini anche se per esempio una mia composizione è stata scritta ad hoc per un cortometraggio che uscirà a fine maggio, giocata molto su immagini cupe e forti: la composizione si chiama “Il Bacio” e la trovi sempre su Youtube.

Grazie mille Bruno e un grande in bocca al lupo per il futuro!
Grazie a voi, è stato un vero piacere!





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