Intervista a Carlo Natoli a pochi giorni dal secondo Meeting dell'Arsenale, a Catania il 25-26 giugno

                                                                    di Sisco Montalto


In vista del secondo Meeting dell'Arsenale, due giorni d'arte a 360 gradi, che questa volta farà tappa a Catania il 25 e 26 giugno, proponiamo un'intervista a Carlo Natoli fatta ad una settimana esatta dalla chiusura del primo Meeting, tenutosi a Palermo a fine aprile: un modo per conoscere meglio le idee dell'Arsenale....

- Le tue impressioni sul Meeting di Palermo: cosa hai capito e cosa ti ha lasciato anche in previsone futura?
"A parte una grande stanchezza fisica ed una inspiegabile commozione, Palermo mi ha definitivamente convinto che siamo sulla strada giusta: non ho mai percepito una partecipazione ed un entusiasmo così grande da parte degli operatori siciliani della cultura, soprattutto così alla pari, senza strutture piramidali o padri spirituali, con le idee di tutti a costruire un'enorme valanga pro-positiva. Adesso resta da capire quale sarà il modo migliore di fare confluire tutto questo entusiasmo e voglia di cambiare lo stato delle cose negli altri campi del mondo del lavoro siciliano: il vero obbiettivo dell'Arsenale è fare diventare il mondo della cultura il perno della critica e del rinnovamento sociale dell'isola, ruolo che poi, sarebbe quello naturale della cultura e dell'arte, vivessimo in una società civile."

- Mi chiedevo oltre ai Meeting itineranti come l'Arsenale deciderà di diffondere la propria arte? La cadenza con la quale intende farlo e se ci sarà sempre un "mix" come al Montevergini o ci saranno anche degli aventi dedicati solo alla pittura piuttosto che alla letteratura o altre arti?
"Già adesso, ad uno sputo dalla costituzione, ci sono iniziative individuali e locali importanti sul territorio, e molti dei nostri referenti sono stati contattati per consulenze e partecipazioni ad altre iniziative di ricostruzione della società civile. Stiamo lavorando all'assegnazione di sedi fisse sui territori, dove attivare il campo formativo della federazione, rivolto ai non-operatori o meno dell'isola; poi a breve parte Radio Arsenale, interamente curata dagli artisti della federazione, ed infine ci stiamo attivando per una serie di scambi tra le zone siciliane di artisti e tecnici. Diciamo che all'interno dell'Arsenale, la dimensione individuale, è fondamentale: lo scopo del gruppo è permettere a tutti gl'individui all'interno della federazione di ottenere forza e supporto per realizzare i propri personali "deliri".

- Mi togli una curiostà: l'autogestione ti sembra davvero una cosa realizzabile?
"Per esperienza diretta, nel mio passato e presente di lavoratore ed appassionato di sindacalismo di base, ti dico di si, a patto che ovviamente sia la volontà di tutti e che non ci siano scopi "altri" se non quelli condivisi di tutti: il tipo di lavoro che stiamo facendo, per permettere alla nostra struttura di essere sempre e completamente autogestibile ed autorganizzata, è attivare tutte le possibili comunicazioni interne ed esterne, senza censure o pregiudizi. In ogni caso, non è nemmeno una scelta l'autogestione: è la realtà dei fatti di ogni operatore della cultura di oggi in Italia, dato che nessun "datore di lavoro" del nostro settore è in grado di offrire una stabilità tale da permetterti di non pensare sempre e comunque tu stesso all'organizzazione della tua attività. In questo caso è più semplice unire le forze, per fare insieme quello che già facciamo da soli."

-Ti ripropongo nel significato la domanda che ho fatto a Basile: come pensi che l'Arsenale possa essere "democratica" nella scelta degli artisti da affiancare ad essa?
"La risposta è in quello che gli artisti stanno già facendo all'interno della federazione: a noi non interessa fare una schedatura di tutti gli artisti siciliani, c'interessa raccogliere quelli che vogliono davvero cambiare lo stato in-naturale dell'arte in Sicilia, quindi il loro lavoro dimostra quanto interesse c'è nei temi e nelle istanze dell'Arsenale. In soldoni, nessuno dei nostri artisti o musicisti può pensare di esibirsi o suonare, senza essersi sporcato le mani direttamente con il lavoro delle assemblee, dei documenti e dell'organizzazione della federazione e delle sue iniziative; chi non lo fà, sta a casa, semplicemente."

- Le associazioni e non solo che entreranno a far parte dell'Arsenale, credi  possano avere lo stesso vostro entusiasmo? Insomma l'unione di intenti o come Basile l'ha definita "voglia di mettersi in gioco", si può trovare secondo te in  persone "esterne", che non hanno sin dall'inizo lavorato alla realizzazione dell'Arsenale e che magari vorranno solo sfruttare il vostro nome?
"Ovviamente tutti vogliono salire sul carrozzone, adesso. Ma ti assicuro che prendendo dieci associati a caso della federazione, accumuliamo un budget tale di esperienza sul territorio, da essere in grado di distinguere gli spontanei ed i sinceri dagli squali di turno. E comunque, la struttura stessa dell'Arsenale è fatta in modo tale da essere sempre legata a referenti di zona che hanno il polso e la storia delle loro peculiari realtà. Ti confesso che abbiamo già ignorato un pò di opportunisti dell'ultima ora. Tutti gli altri, che non sapevano o non hanno avuto il tempo di conoscerci e lavorare con noi, sono sempre e comunque i benvenuti: oggi abbiamo anche uno strumento importante, lo statuto confederativo dell'Arsenale, che sarà pubblicato a breve, con cui le persone stesse fuori della federazione decideranno se abbracciare o meno metodi e contenuti della nostra lotta."

-Prendo spunto da un articolo di Alli Traina..cosa succederà adesso?
"Adesso staremo a vedere. E' il momento che preferisco, quello dove, per citare il più grande poeta folk del nostro millennio "il futuro non è scritto".


Commenti