"Entra nel tempio", il secondo album degli Araba Fenice


A due anni di distanza da “Lune a mezzanotte” arriva l'atteso secondo disco degli Araba Fenice; frutto di una gestazione durata un intero anno, la band romagnola dà alle stampe un lavoro impegnativo, articolato e ricco di suggestioni... "Entra nel tempio" è un invito ad entrare nel fuoco sacro della musica, in quel rito pagano fatto di sacrifici, passione e dedizione che rappresenta l'altra faccia della loro luna.

Leggenda vuole che l'Araba Fenice risorga dalle proprie ceneri... certo è che i ragazzi di strada ne hanno fatta dal 2006, macinando chilometri e concerti con una risposta di pubblico sempre crescente ed arrivando oggi a pubblicare il loro secondo album "Entra nel tempio" su etichetta loser's company records.

Le tematiche sociali trovano voce nei testi diretti che non mancano di squarciare le coscienze assopite dei nostri tempi, mentre il gregge si dimena tra paure reali o più spesso indotte, come una mosca in un barattolo... c'è volontà ed urgenza di raccontare, di prendere parte, di schierarsi e di urlare ciò che non può essere taciuto oltre, una resistenza totale nei confronti di questa (dis)cultura imperante: quella in cui l’ignoranza è un pregio, perché associata all’obbedienza. Non mancano le ballate raccolte e romantiche da ascoltare e cantare tra buoni e veri amici... il tutto riflesso sui colori sonori vivi e caldi che caratterizzano la band.

"Entra nel tempio" è stato registrato al “Big Things Studio” di Santarcangelo di Romagna, missato e masterizzato al “Progetto Portatile Studio” di Pesaro da Stefano Melone.

Anticipato dal video della title-track, il disco è ascoltabile in streaming integrale gratuito solo per questa settimana in esclusiva su Rockit.


Il disco è disponibile in versione fisica e digitale, include 11 brani e 2 cover di grande spessore; questa la tracklist completa: Entra nel tempio, Orso e libellula, Nemica amica mia, L'unico appiglio, T.P.I., Oasi, La coerenza, Lasciami andare, Orchidea, Estate di follia, Ballata d'inverno, L'ultimo, Per i morti di Reggio Emilia.



Commenti