Live report - Il ritorno del Teatro Degli Orrori a Catania (Mercati Generali, 3 maggio 2012)



di Sisco Montalto - L'ultima (e la prima) volta che avevo visto live il Teatro degli Orrori ero rimasto molto sorpreso dalla loro bravura tecnica e dall'incredibile energia che sprigionano sul palco. Ho iniziato ad ascoltarli assiduamente proprio dopo quel live e pur non essendo un loro fan sfegatato credo fermamente che al giorno d’oggi siano nel complesso la miglior band rock in Italia.

In un periodo di copie delle copie, il Teatro riesce a dare quantomeno l'idea di originalità del prodotto. Li ho rivisti dal vivo a distanza di due anni, il 3 maggio scorso, durante la tappa catanese del loro ultimo tour, nella stessa location di allora, Mercati Generali, e sono rimasto nuovamente sorpreso; cazzo questi migliorano di anno in anno.

Un impatto sonoro devastante (a tratti anche esagerato), un rock duro ma molto ben suonato che non si trova spesso in giro, una band chiaramente rivitalizzata e galvanizzata dall'immenso successo che il secondo disco A sangue freddo ha portato loro. Ed è forse anche per staccarsi dai successi recenti, che la scaletta era incentrata soprattutto sui pezzi dell'ultimo disco, tranne per tre brani, uno di questi Direzioni diverse proposto in versione più elettronica dell’originale, con Kole Laca (2pigeons, che hanno aperto la serata) al sintetizzatore.


Pierpaolo Capovilla, più bello, pettinato e affascinante che mai, tiene la scena come sempre, tra brevi monologhi e interpretazioni da teatro, si scatena cercando sempre il contatto stretto con il pubblico, quasi in una sorta di adulazione (sembra proprio che a lui non dispiaccia affatto). La scaletta scorre via con brevi intervalli nei quali c'è il tempo per ricordare la tragedia delle morti bianche in Italia e la storia di Ion Isacu, giovane rumeno morto tragicamente nel varesotto e al quale Capovilla e compagni hanno dedicato un pezzo del nuovo album. Interpretazione acustica intensa con l'intervento di Chiara Castello (2pigeons) alla seconda voce.

Insomma il Teatro degli orrori sono ogni volta uno spettacolo da vedere, degli animali da palco che riescono a dare forti sensazioni, in un perfetto mix di testi quasi cantautorali, teatro e un rock forte ma elegante. Finale col botto, con Capovilla e Francesco Valente a spostarsi dal palco al banco mixer nuotando letteralmente sopra il delirante pubblico davanti allo sguardo preoccupato degli organizzatori!

Fanculo alle rock star, dice Capovilla ad un certo punto; beh si, hai ragione caro Pierpaolo, fanculo alle rockstar e pseudo tali e a chi si atteggia immotivatamente (e in senso lato) in questo Paese che ama solo apparire. Lui (che paraculo c’è) almeno puo’ permetterselo e sa anche farlo.





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