CABEKI “Una Macchina Celibe”



CD Tannen Records /Audioglobe
6 Novembre 2012



“La Macchina Celibe è un essere meccanico inverosimile, delirante, inutile e bizzarro. Un insieme incomprensibile di parti, che segue le sole regole dell’immaginazione, che si auto crea e auto distrugge. La Macchina Celibe produce, nel suo insieme di meccanismi complicati e astrusi, effetti di meraviglia, raffinati e orribili allo stesso tempo. Un organismo meccanico fine a se stesso.
E’ arte e la sua totale negazione.”
 
La naturalezza con cui Andrea Faccioli si avvicina al ruolo di compositore tout court ha del miracoloso, al pari della sua attitudine incantatrice di polistrumentista, propensione che sembra accompagnarlo sin dalla più tenera età. Se la chitarra classica è stato il primo amore, ben presto gli altri strumenti a corda entrano a far parte dell'universo di Cabeki, pseudonimo con cui Faccioli, musicista dal curriculum ricchissimo di collaborazioni, imbriglia le sue sortite soliste. “Una Macchina Celibe” – secondo album del progetto, che uscirà ad ottobre 2012 per Tannen Records - si pone giusto ai confini tra avanguardia, musica cameristica e canzone d'autore, rispettando la rigorosa consegna dell'impianto strumentale. I suggestivi titoli dell'album sono ispirati al maestro dadaista Alfred Jarry, figura di peso anche nelle vicende del rock patafisico, tanto da ispirare i Pere Ubu che proprio alla celebre commedia “Ubu Roi” devono la loro sigla.
 
Le composizioni di “Una Macchina Celibe” dapprima ci sfiorano gentilmente, rispettando un generale senso armonico e tracciando l'idea di una sospensione temporale, data proprio dal contrasto tra tradizione neo-classica e sfera contemporanea. Poi ammaliano come un’irrinunciabile sirena, svelando tutta la passione e l’emotività di cui sono intrise. “Il Necessario Ritorno” è quasi una folgorazione in cui sembrano materializzarsi le musiche di Nino Rota per il più onirico cinema felliniano. La circolare “La Diapositiva Si Ricorda” sale maestosa come un temporale tropicale tra scoscese e verdissime montagne. Le corde elettrificate di “Verso Il Ronzio Remoto” sono forse la parabola più prossima al rock che Cabeki possa introdurre in scena, ricordando anche come l'etichetta Takoma di John Fahey provò in tempi non sospetti ad introdurre la musica classica sulle ali della rivoluzione psichedelica.
 
Faccioli fa tutto da sé in questa avventura in solo, avvicinando alle corde tradizionali anche un cordofono auto costruito, l’arpa circolare, una vecchia tastiera Siel Opera 6, una pianola Bontempi ed un piano elettrico Fender Rhodes. Padroneggiare l'ukelin (una sorta di zither suonato con l'archetto) e l'al ghaita (un oboe africano) consente al nostro di travalicare la stessa cultura occidentale, affacciandosi sovente ad Est e nel Sud del mondo, arrivando a firmare con “Una Macchina Celibe” un autentico studio sugli strumenti, ancora gravitazionale di un disco che è una tempesta emozionale ed intellettuale.
 
Faccioli, che in carriera ha potuto condividere note con geni minimalisti come Tony Conrad e Rhys Chatham, frequentando di pari passo i teatri off, il folk pop nostrale ed il più intransigente dopo-rock, affonda la sua genesi nella crescita dell'uomo moderno, focalizzando tra questi solchi proprio il passaggio dalla meccanizzazione al digitale. Un saggio di storia liofilizzato in pura narrativa musicale.
 
 “Una Macchina Celibe” è musica per: chitarra acustica, chitarra elettrica, lap steel, banjo, ukelin, bell harp, autoharp, musicano, toy piano, armonium, siel opera 6, cumbus, mandriola, bontempi, stylophone, fender rhodes, mani, percussioni, arpa circolare, al ghaita, armonica, xilofono, voci, eko rhythmaker.
 
Creato, arrangiato, suonato, registrato e mixato da Andrea Faccioli presso Les Jolies Moules Home Studio.
Ottimizzato da Andrea Rovacchi presso il Bunker studio di Rubiera (RE)
BIOGRAFIA
 Cabeki è Andrea Faccioli. All’età di nove anni ha iniziato a studiare chitarra classica, e dopo sette anni ha continuato autonomamente lo studio dello strumento, avvicinandosi anche allo strumento elettrico e folk. Appassionato di macchinari ed effetti analogici e di strumenti meccanici, alla ricerca di timbriche e suoni, si circonda di strumenti come il banjo, la chitarra lap steel, cumbus (oud turco), mandriola (mandolino a 12 corde), bouzouki, e strumenti non convenzionali come l’ukelin, l’autoharp e la bell harp (strumenti americani dei primi del ‘900, derivati dal zither  e dal salterio). Attualmente suona con Cabeki (Tannen Records, con cui ha pubblicato anche il primo CD a nome Cabeki “Il Montaggio delle Attrazioni” nel 2011), Stefano “Cisco” Bellotti (ex voce dei Modena City Ramblers), Å (die schachtel records), Einfalt (El Gallo Rojo Records), Veronica Marchi, Teatro Stabile Fond. Aida. Ha suonato e collaborato con Francesco Magnelli e Ginevra Di Marco (CSI, PGR), Julie’s Haircut, Xabier Iriondo (Afterhours), Andrea Belfi, Tony Conrad, Rhys Chatham, Philip Corner, Lecrevisse, Il Generale Inverno, Giancarlo Onorato ed altri.

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