MARCO PARENTE - Sala Lomax - Catania



Marco Parente è uno dei songwriter più brillanti e inafferrabili del panorama contemporaneo italiano. Attivo dal 1997, ha pubblicato sei dischi di studio, un live e un doppio DVD che hanno messo in evidenza volontà di rompere gli schemi, coerenza alla propria visione stilistica in perenne mutamento e accurata ricerca sonora e testuale.

Senza dimenticare l'innata predisposizione al confronto - basta ricordare collaborazioni con Stefano Bollani, Carmen Consoli, La Crus, Cristina Donà, Paolo Benvegnù, Manuel Agnelli, affermati poeti internazionali quali Lawrence Ferlinghetti, Ed Sanders, Anne Waldman, John Giorno, Alejandro Jodorowsky - e l'apprezzamento ricevuto da un mostro sacro come l'ex-Talking Heads David Byrne che lo premia inserendolo nella  playlist della sua personale web-radio.

A Marzo 2011, il marziano della musica italiana torna con un nuovo disco che già dal singolo “La riproduzione dei fiori”, rimette tutto in discussione e spiazza ancora una volta, con l'invito a viver bene, relegando il dolore a una moda fuori moda, giocando con Baudelaire e il suo "Mal di fiori'.

Lo stesso fa con i suoni, li spoglia fino all'ultima nota, fino a levigare tutti i vecchi spigoli nell'armadio, lasciando così solo l'indispensabile ad accompagnare queste "canzoni allo stato puro", che più che belle fotografie sembrano essere delle bellissime radiografie.

Uscito per la struttura indipendente Woland, il nuovo album “La riproduzione dei fiori” arriva all'ascoltatore in maniera diretta, facendo germogliare musiche cristalline ed essenziali, atmosfere policrome e parole che si stampano in testa con estrema spontaneità.

Da segnalare,  il contributo speciale nel brano “sempre”  di Robert Kirby, storico arrangiatore d'archi di Nick Drake.
Attualmente, ha da poco terminato il suo nuovo lavoro: "Suite Love…l'amore è oggettivo", una 'suite' in forma canzone Prodotto e registrato da Taketo Gohara (già di Capossela, Edda, Baustelle ecc) è stato scritto e suonato tutto d'un fiato in perfetta solitudine, a seguito di una accordatura sbagliata della chitarra:
4 episodi così vicini da sembrare una staffetta emotiva, 4 canzoni così vicine per sentimento da poter esser considerate una sola.

Da qui la scelta naturale del formato suite, come corpo unico, volutamente ripetitivo e monotematico nell'abuso della parole amore, fino a renderla così costruzione e dunque fatto oggettivo.

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Sala Lomax
Sabato 12 Gennaio

Ore 22,00 - Ingresso € 5

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