“AL MOSTRO” esce il 16 marzo il nuovo album di ANTUNZMASK



Esce il 16 marzo “Al mostro”, nuovo album di Antunzmask, nome d’arte dietro cui si cela il cantautore Antonio Russo.

“Al mostro” è un concentrato di folk, grunge, blues, psichedelia con in testa i Nirvana, la Swinging London e la Summer of Love, il lo-fi di Bugo e il cantautorato dei The Zen Circus, il tutto condito da una forte verve punk.







“AL MOSTRO” COMMENTATO DA ANTUNZMASK

Inizialmente l’album doveva chiamarsi “Farsi male in un normale tempo”, ma non mi andava di dare un titolo così lungo, e così l’ho lasciato dedicandolo “Al mostro”.
“Al mostro” parla dell’incomunicabilità che incombe, giorno dopo giorno, su tutte le nostre ambizioni nel sopravvivere all’alba del 2013; parla di quanto, tutti quanti noi, siamo delle pedine nelle mani dello stato, del governo, della religione, del “mostro”, al quale non possiamo fare a meno di brindare, insieme a lui, anche se ci fa male, ci uccide, ci opprime, ci tassa.

La parabola della crisi che ci sta, “ma dai MONTI dicono che è tutto a posto”, e noi continuiamo a vivere tranquillamente le nostre vite, spendendo i nostri soldi, continuando a divertirci e facendo finta che è tutto a posto.

Il mostro è sempre in mezzo a noi: ci mangia mentre continuiamo a vivere, è nelle strade, nella droga, nella corruzione, nel gioco, nel rischio. E noi alimentiamo la sua fame assassina omicida insaziabile.

E le tematiche di questa “sfida” nei confronti di noi stessi sono tante, come la rassegnazione (“Eroi in azione”), il sesso (“I dadi”), il nichilismo politico (“Un brindisi”), il vizio (“The housepainter”, che parla di un giocatore d’azzardo), il sogno  (“Danubio blue”).

Anche musicalmente l’album è abbastanza vario. Rispetto al postumo “Zero programmi in questione”, dove le atmosfere folk-acustiche facevano da cornice, in “Al mostro” c’è un misto di tutti i miei generi preferiti: dal punk al folk irlandese, dalle distorsioni grunge alle atmosfere acustiche da viaggio “on the road” fino al blues acido hendrixiano (“Campari & gin”), questo sia per portare l’ascoltatore in un micromondo totalmente diverso dal normale, sia perché a me piace sperimentare qualsiasi cosa.

È stato registrato nel mio garage, dove vivo, a Santa Maria di Castellabate, con un PC fisso Windows XP e un normale microfono per PC, fra la fine di giugno e l’inizio di ottobre. Ho registrato e suonato tutti gli strumenti, in presa diretta, senza l’utilizzo di mixer o scheda audio, tranne in un due brani (“Le strade buie di Pastena” e “The housepainter”), dove Raffaele Ianni, un giovane musicista di Santa Maria, ha suonato chitarra acustica e armonica. Quindi è stata una registrazione a costo zero. Se la pazienza costasse avrei speso un patrimonio, perciò mi sono preso tutto il tempo possibile.

L’impossibilità di avere risposte da etichette (seppure contattate), mi ha portato ancora una volta alla via dell’autoproduzione estrema. Stampiamo i CD in un seminterrato a Castel San Giorgio, dal mio amico Giulio, e li vendiamo ai concerti, oppure on-line.

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