MARTA SUI TUBI - live report

5 Aprile 2013, Estragon (Bologna) “Cinque, la luna e le spine tour”

di Nicola Pela - Esibirsi a Bologna per la compagine di Gulino riveste sempre un sapore e un significato del tutto particolari.

L’atmosfera è quella delle grandi occasioni; non si respira tensione nell’aria, ma tanta voglia di musica live, che in questi anni sembra essere diventata un vero e proprio tabù. Il pubblico, come un padrone di casa che accoglie i suoi ospiti e amici più cari, aspetta con voluttà e pazienza i suoi beniamini.


Sa che gli stessi vicoli, le stesse vie, gli stessi pub e gli stessi locali in cui ora incedono i suoi passi, tra una crisi che va e un’altra che viene, fino a poche stagioni fa sono stati il teatro in cui tutto cominciò; sono stati gli luoghi in cui anche i Marta sui Tubi hanno mosso i loro primissimi passi.

La band unisce all’anima folk – in stile Nick Drake - e folk/rock – tipica dei Buckley, padre e figlio - il suo alter ego rock progressive: un’endiadi atomizzata, inscindibile.

Entrando dentro l’Estragon – live club enorme che il giorno prima aveva visto la performance dei redivivi Litfiba! – m’immaginavo di assistere ad un’esibizione tediosa, quasi pop.

In quanto inguaribile rockettaro, amante della musica sperimentale e vecchia volpe del kraut rock, mi domandavo insistentemente: “riusciranno a coinvolgere e far scatenare il pubblico con strumenti acustici, ricorrendo al distorto solamente in rare occasioni?”

La risposta migliore ai miei (infondati) timori me l’ha riservata il poliedrico e funambolico quintetto appena entrato in scena.

Mi accorgo subito che il pubblico è galvanizzatissimo.

Mi trovo pressappoco in sesta o settima fila, poco a sinistra del palco dove sta suonando la band.

C’è un gruppetto - abbastanza folto, per la verità – che dà un primo accenno di pogo su Il primo volo – prima nella tracklist del nuovo album.

La cosa mi sorprende positivamente e comincio anch’io a sciogliermi un pò, dato che ciò che sto ascoltando mi sta coinvolgendo particolarmente.

I Marta sui Tubi si cimentano in un performance che alterna “cavalli di battaglia” – Stitichezza Cronica, L’unica cosa, Vecchi difetti, Perché non pesi niente - a nuovi brani, fra cui i “sanremesi” Dispari (scartato dai “saggi” [“rincitrulliti” sarebbe, in realtà, l’appellativo più consono]) e Vorrei.

Ne viene fuori un concerto scandito in maniera incessante che trova gli aficionados scatenati a ballare e cantare a perdifiato per più di due ore come se fossero passati solo alcuni minuti.

Purtroppo, giunge per gli “ospiti” il momento di andare.

Tutto si conclude con i ringraziamenti della Gulino & Co. ai fans, accollatisi il prezzo del biglietto (ne è valsa sicuramente la pena! – ve lo garantisco) e venuti copiosi - nonostante la pioggia caduta fino a poche ore prima del concerto.

Il frontman li ringrazia con la modestia e l’umiltà di chi sa che, oltre al sacrificio e alla dedizione, la cosa più preziosa per un artista sono proprio loro: i fans.

Si capisce che questo non è assolutamente un “addio”, ma soltanto un “arrivederci”.

Infondo, come Gulino stesso ammette al microfono durante una delle fasi dell’esibizione, la “vera” città dei Marta sui Tubi è Bologna.





Tracklist del concerto

1. Il primo volo

2. Dispari

3. I nostri segreti

4. L’unica cosa

5. La spesa

6. Il collezionista

7. Maledettamente bene

8. Grandine

9. Di vino

10. Polvere sui maiali

11. Dominique

12. La ladra

13. Vagabonde home

14. Cristiana

15. Tre

16. Perché non pesi niente

17. L’abbandono

18. Vorrei

19. Cromatica

20. Cinestetica

21. Camerieri

22. Vecchi Difetti





Formazione:

Giovanni Gulino - voce

Carmelo Pipitone - voce e chitarra

Ivan Paolini - batteria

Paolo Pischedda - tastiere e violino

Mattia Boschi - violoncello e basso





Commenti