Il Folk Festival sbarca in Sicilia – Intervista





di Sisco Montalto - È sempre una bella scommessa riuscire ad organizzare eventi artistici di un certo livello al sud Italia, quando poi si parla di musica, diventa tutto ancora più complicato. Quindi accogliamo con grande entusiasmo la prima edizione del Folk Festival in terra sicula. 


Il festival nasce a Roma, dall’idea di un gruppo di artisti e addetti ai lavori, che hanno fortemente creduto in questo progetto, e hanno fatto bene perché il Folk Festival li ha premiati, e visto il successo, è diventato un evento itinerante di livello europeo, e quest'anno sbarca in Sicilia, per una tre giorni di musica. Si inizia venerdì 3 aprile, al Barbara Disco Lab di Catania.

In questa intervista, uno degli organizzatori, Riccardo Bertini, mi ha svelato il dietro le quinte del Folk Festival On Tour..

- Come nasce l'idea del folk fest e in seguito la decisione di farlo diventare un festival itinerante?
“ L’idea del FOLK FEST nasce a fine 2012 da una lunga chiacchierata tra me (Riccardo Bertini, voce e chitarra dei Mammooth/NEMO) e il cantautore romano Leo Pari. Lavoriamo tutti e due all’interno del GAS VINTAGE STUDIO, lo studio di proprietà di Leo. 

Il nostro argomento di conversazione erano i festival. A ROMA ci sono state diverse esperienze interessanti soprattutto dedicate al mondo dell’elettronica con matrice decisamente esterofila. A seguire i soliti festivaloni estivi che in realtà sono solo grossi contenitori di TOUR già avviati di importanti nomi stranieri, come se anche il mondo dei festival seguisse il trend della discografia, ovvero puntare su artisti già lanciati. Minimo sforzo, massimo risultato.

musica, folk festival Non c’era nulla che fosse legato alla città come produttrice di talenti in sé. Nulla dedicato al mondo dei cantautori, dei cantastorie che sono tantissimi e bravissimi e che possono offrire con le loro canzoni uno spaccato di vita della città stessa. Volevamo accendere un faro sulla cosiddetta “scena cantautoriale romana” a prescindere dal genere di riferimento. 

Un po’ quello che si faceva al FOLK STUDIO negli anni 70. Volevamo riunire gli SCRITTORI DI CANZONI e farli incontare, parlare e vivere insieme per la giornata del festival. Una scommessa. Così nasce il ROMA FOLK FEST. Abbiamo riunito gli amici, i conoscenti, nomi noti e meno noti evitando il trabocchetto dell’headliner. 

I nomi in cartellone avevano tutti pari dignità e questa è una cosa che ci ha sempre riempito d’orgoglio. RICCARDO SINIGALLIA, ROBERTO ANGELINI e PIER CORTESE (DISCOVERLAND), FILIPPO GATTI, LEO PARI, EMILIO STELLA, DOLA J CHAPLIN, MAMAVEGAS e MAMMOOTH, riuniti sullo stesso palco per raccontarsi le loro storie. In inglese, in italiano, in spagnolo, in portoghese, non aveva molta importanza. A gestire questo saliscendi di esperienze così diverse dal palco la sapiente conduzione radiofonica live di VALERIO MIRABELLA (dj, giornalista e movimentatore delle serate romane dedicate alla folk music) con interviste/approfondimento che riempiono il tempo del palco e danno al pubblico modo di conoscere meglio l’artista. 

A completare il format l’idea di creare un contest on-line in cui il pubblico del web poteva scegliere tra una rosa di candidati assolutamente sconosciuti chi avrebbe aperto il FOLK FEST. La risposta del pubblico ci ha letteralmente investito. Una partecipazione straordinaria e una eco che è andata avanti per parecchio tempo e che ci ha  non solo spinti a ripetere l’esperienza l’anno successivo con ROY PACI, FRANCESCO FORNI e ILARIA GRAZIANO, UNA, VINCENT BUTTER e altri memorabili set, ma anche l’idea di far viaggiare questa esperienze per le città italiane e sondare il terreno. Allora abbiamo tirato dentro al TEAM di produzione Valerio Mirabella con la sua diretta radio e le sue esperienze di promoter ed Emiliano Bonafede (chitarrista di Leo Pari), spettacolare e insostituibile direttore di produzione e mago della logistica. Così siamo ad oggi. 

Quattro addetti ai lavori che portano il verbo del FOLK FEST in giro per l’Italia insieme ad un gruppo di musicisti che fanno parte del nostro ZOCCOLO DURO ,come ci piace chiamarlo, LEO PARI, NEMO (Riccardo Bertini dei Mammooth) & ANDREA DI CESARE, VINCENT BUTTER, UNA, DISCOVERLAND.  La nostra buona novella.”

lentini
- Quanto è difficile riuscire ad organizzare eventi come il folk fest in un paese che sembra non interessato o poco interessato, a certe cose? 
“La risposta purtroppo è abbastanza scontata. E’ difficilissimo. Siamo convinti che esperienze come la nostra andrebbero sostenute dalle istituzioni un po’ come avviene in Puglia con PUGLIA SOUNDS che usufruisce dei fondi europei per la cultura. 

Il FOLK FEST pesca in territori culturali dove le istituzioni dovrebbero gettare i loro semi invece di insistere nella loro conclamata indifferenza. Poi ogni tanto ti accorgi che regalano 100.000 euro di fondi europei alla sagra del cannolo cosmico di MONCULO e che l’indifferenza non c’entra nulla. 

E’ solo un misto di ignoranza e opportunità. Noi con 100.000 euro ci faremmo 20 FOLK FEST in giro per l’Italia, produrre i dischi degli artisti che facciamo esibire in apertura, potremmo esportarlo all’estero e far tornare la canzone italiana a far parlare di sé in giro per l’Europa. Forse ci arriveremo, ma per adesso rischiamo in proprio.” 

musica, palermo-Riuscire a portare un festival al sud, in Sicilia in questo caso, è sempre una bella scommessa.  Che difficoltà avete avuto nel riuscire a concretizzare l'evento?
“La scommessa c’è sempre, che sia una data al SUD o una al NORD. Il fatto è che al SUD c’è più fame di eventi e se ti muovi bene le persone capiscono cosa vuoi fare e ti premiano. L’importante è che il tuo cartellone, la tua line-up sia sempre studiata con intelligenza e rispetto della qualità. 

Ti devo dire che una delle date che ci ha dato più soddisfazione è stato proprio il NAPOLI FOLK FEST. Una risposta di pubblico incredibile e concerti dalle 21.30 alle 3.00 senza soluzione di continuità. Non è affatto scontato. Ci sono molti fattori, ma quello essenziale è che la venue che ci ospita comprenda lo spirito del FOLK FEST e si attivi a sua volta per diffondere l’idea ai suoi avventori."

-La scelta delle sedi siciliane come è avvenuta?
“Il FOLK FEST SICILIANO si muoverà su 3 date: 

CATANIA 3 aprile al BARBARA DISCO LAB, 
CASTELBUONO (PA) 4 aprile al ROMITAGGIO,
MESSINA 5 aprile al CENTRO MULTICULTURALE OFFICINA. 

Tutto questo avverrà in collaborazione con ROCKETTA del nostro amico PAOLO MEI che farà da promoter/media partner e padrone di casa al nostro arrivo in Sicilia. Inoltre il nostro Valerio SICULO E', è proprio di Catania. 

musica, palermo

Siamo felicissimi di aver coinvolto artisti puramente FOLK come ALFIO ANTICO, di cui abbiamo stima immensa, accanto a nomi più ibridi come TOTI POETA o FABRIZIO CAMMARATA o il rock psichedelico dei BIG MOUNTAIN COUNTY (band romano/sicula). La scelta delle venue è molto spesso legata all’entusiasmo con cui recepiscono questa scommessa. 

Siamo convinti che prima o poi riusciremo ad arrivare anche in altre città che questo scorcio di tour non ha toccato. Immagino un AGRIGENTO FOLK FEST, COSENZA FOLK FEST etc etc etc.”

-Cosa vi portate dietro dall'esperienza romana e cosa vi aspettate dal festival itinerante?
“Ci aspettiamo che il FOLK FEST cresca sul territorio nazionale. Che il risalto che diamo ai nostri prodotti DOP sia ben presto premiato (perdonate l’ardita metafora , ma di questo si tratta in fondo). Non fosse altro per il fatto che questa esperienza ha appassionato chiunque vi è stato coinvolto. 

Già quest’anno la data romana sarà completamente diversa e probabilmente proprio dai festival estivi cercheremo di fare un salto di qualità coinvolgendo nomi più importanti rimanendo fedeli allo spirito del festival.”







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