Fabio Curto - Rive Vol. 1 (Fonoprint, giugno 2018)




di Sisco Montalto - Fabio Curto mette insieme un disco, Rive Vol. 1, di autentico splendore. Un album suonato, come ci tiene a precisare lui stesso, e cantato egregiamente, nel quale confluiscono anni di sperimentazione, ricerca e un ritorno al sound nero affine al timbro di Curto.

Il risultato è un lavoro intenso e raffinato, che ha nel blues e nel soul radici autentiche che fanno da continuum nell'intero disco. Un suono che però non risulta assolutamente monocorde ma al contrario ci regala delle continue virate ora su ballad di qualità, ora su velato rock blues e melodie sempre accattivanti. Fabio Curto riesce in maniera perfetta a scrivere e cantare testi in italiano che hanno la stessa elasticità di testi in inglese, naturalmente più inclini a certi generi.
Proprio questa sembra la chiave di successo di Rive, perchè a memoria non si ricordano altri artisti che sono riusciti a legare in maniera sorprendente italiano e blues. Tranne uno, certo, quell'Adelmo Fornaciari, al secolo Zucchero, che del blues  in italiano di qualità ne sa qualcosa. Fabio Curto, non a caso, ricorda molto nelle dinamiche il bluesman emiliano, anche se manca forse di quel quid selvaggio che ha caratterizzato Fornaciari per lunga parte della propria carriera. 

Da parte sua Fabio Curto ha il fatto di riuscire a proporre un disco più che convincente, che nel mezzo del blues riesce a inserire toni accennati di darkwave che danno un tono di diversità a Rive. A volerla dire tutta la maggior parte dei brani sono una spanna sopra a molti degli ultimi pezzi di Zucchero e toccano a tratti vette notevoli,  come nel caso di Airone o Fragile
Rive è un disco autentico, d'altri tempi per come è stato pensato e concepito, un disco per chi ha buon gusto e cerca nei dischi il perfetto mix tra testo e musica.



♫♫♫♫♫♫♫♫♫♫








Commenti